TRANNE ME.

standard 14 gennaio 2014 44 responses
Appena ho aperto gli occhi mi è apparso, parola per parola, il sogno fatto.
Ho sognato che compravo una Bentley. Una berlina, rossa, ovviamente con la guida a destra.
La pagavo subito, in contanti, 12.500 Euro. Poi salivo, cercavo di capire come funzionasse e ingranavo le marce…certo, non era immediato, però guidavo. Accanto a me c’era il Bullo, dopo un po’ facevo guidare lui. Mentre andavamo mi ricordo di aver pensato (sempre in sogno) perchè avessi dovuto cambiare auto, visto che la mia Clio andava benissimo…però questo pensiero svaniva senza tormentarmi più di tanto e mi lasciavo trasportare, chiudendo gli occhi, tra le curve dolci che costeggiavano la scogliera.

E mi è venuto in mente l’inizio di una storia. Che poi è solo l’inizio, quindi non serve a niente però, vista la totale assenza di tempo e modo di scrivere due righe in questi giorni, ho cercato di concretizzare lo stesso…

La casa, su una scogliera. Un faro eroso dal tempo e dalla salsedine, una luce costantemente accesa, la luce della salvezza, della speranza, dell’approssimarsi, della vicinanza, del controllo, della costanza. Una moderna Raperonzolo dai capelli rossi fuoco, lunghi e morbidi, come le lingue di sole all’alba del mare.
Capelli rossi, scogliere appuntite e bianche.
Navi che lasciano una scia continua di strette e frequenti onde, cioccolato scuro, che si fonde lasciando le nocciole galleggiare sul mare.
Immagini ricorrenti, racchiuse dentro un nocciolo di pesca, come tante piccole matrioske. Una buccia pelosa e vellutata, un morbido frutto profumato, un rigido guscio bucherellato, un seme di forma allungata con uno strano tesoro all’interno. Il peso è leggero, tra le mie mani, ci gioco, lo tiro in aria, sento il vento sibilare in quei fori.

Vorrei raccontare una storia, tante storie. Vorrei raccontare.
Di me, di quello che succede tutti i giorni, dello spazio e del tempo troppo occupati, di come scorre tutto via e lascia sorrisi, di quelle giornate storte e nate male oppure di quelle felici e piene di occhi lucidi di emozione.
Ieri era così. Un giorno azzurro. 
Azzurro come il cielo di questo inverno caldo.
Azzurro come i palloncini che ho portato a Tommaso, la creatura meravigliosa che è venuta al mondo da mia cugina e suo marito.
Azzurro come lo sfondo del mio computer.
Azzurro come gli occhi del mio Amore, che mi riempie le giornate anche quando non c’è, perchè c’è sempre, sempre, sempre.
Azzurro come il mare che vedo nel mio sogno, mai troppo profondo.
Azzurro come i mondi che vorrei esplorare.
Azzurro di pienezza.
Azzurro di quantità.
Ogni giorno è un simbolo per il quale vorrei inventare un nuovo ideogramma, trovare le parole, le virgole necessarie. Ma ho imparato che non sempre c’è qualcosa di necessario, di indispensabile, di urgente, di ovvio.

TRANNE NOI STESSI.
Jack Vettriano

Passare sempre dal via.

standard 4 giugno 2010 1 response
avere la consapevolezza di ciò che si prova è l’inizio per rivoluzionare la propria vita.
è solo da questo punto che posso continuare a sorridere,
a camminare a testa alta,
a sentire il cuore che batte, il sole che mi acceca e mi scalda.
descrivere i propri sentimenti, le sensazioni, i momenti scegliendo tra un arcobaleno di colori è sempre stata una mia prerogativa, cogliere le sfumature, sfiorare i cambiamenti dandogli il nome di un riflesso, concretizzare un istante fermandolo con delle parole.
cos’è la vita senza il colore della vita stessa?
cosa sono io se non una volontà di passione e sentimento?
cosa può essere migliore di sentire il proprio cuore allineato con i propri pensieri, constatare che tutto ciò che si crea, in una giornata, è in sintonia con se stessi?
oggi mi sento diversa.
diversa, consapevole, matura.
oggi mi sento innamorata.
un amore che copre ogni sfumatura e ogni colore primario.
oggi mi sento pronta per cambiare di nuovo, perchè questa so che non è la mia strada.
essere matura mi serve per non vedere solo del brutto in questo.
dunque, si ama, si ricomincia. da zero, da se stessi, ogni volta.