City Lights

standard 28 novembre 2011 1 response
soffia il vento nelle mie orecchie, sibila giù fino alle caviglie.
scivola dai miei lisci capelli.
si fa più intenso se incontra spessori.
spessori d’anima o di cuore, spessori inaspettati, di movimenti improvvisi.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
Trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Il cucchiaio che raccoglie i miei pensieri e le mie forze, a volte, si perde.
sparge tutto intorno a me, burattino senza volontà.
le luci si spengono sulla città.
ma magari ci sarà un giorno in cui potrò “riacquistare la vista”, in cui potrò dire che VEDO. seriamente VEDO qualcosa che ora mi sfugge, qualche particolare annebbiato dall’inquinamento, dalla nebbia degli ultimi giorni di novembre, dalla foschia dell’arno la mattina. 
la brina ricopre intatti dei momenti che si conservano. con la speranza di rinnovare l’amore, lo sguardo, ogni senso utile per poter vivere, la volontà che mi spinga, ognuno di questi, sempre oltre le mie capacità.

nell’ignoranza che vorrei colmare dentro di me sento un briciolo di potenza.
data dalla stessa coscienza che mi ha portato ad essere quella che sono.
ci sono delle distanze che non si possono invece colmare, ma di queste non mi preoccupo. tutto ciò che non si muove e che non ha intenzione di cambiare non mi riguarda.
io sono per le “ere glaciali”, per le rivoluzioni, per tutto ciò che si muove e non rimane uguale a se stesso per troppo tempo.
e ora volo via per un pò. insieme alle favole.


profumo di cioccolata

standard 30 ottobre 2011 Leave a response
sto preprando dei muffin.
non so se saranno esattamente come questi nella foto, vi farò sapere.
la mia vita sta andando discretamente bene, anche se mi fermo sempre meno spesso a pensare a “come potrebbe essere se…”, segno forse che non c’è più tantissimo (non so) tempo, voglia, senno?
pianificare forse non serve, ma nemmeno guardare dalla finestra.
tutto scorre come niente fosse, il vento tira e si porta via delle stagioni mai viste prima, poi torna e ti lascia sempre con il fiato sospeso.
ciò che racconta non sono capace di ascoltarlo con interesse, ma solo di udirlo come un sussurro lontano.
gocciola l’acqua nelle ciotole del lavandino, si scorda di me.

ciò che era morbido cambia aspetto, si fa ostico. non posso far altro che aspettare, come sempre. sempre e solo aspettare.
o trovare il coraggio di darmi una mossa.
ormai non ho più nemmeno il coraggio di pubblicare ciò che scrivo, di fare pubblicità ai miei pensieri.
che sia l’inizio di qualche altra strana parabola?
sempre pronti. sempre attenti.
i muffin sono pronti. addio.

straniera

standard 11 settembre 2011 Leave a response

mi sento straniera nella mia vita, una vita che ogni volta devo conoscere di nuovo, affrontare, vivere, gustare con occhi nuovi.
mi sento sola perchè non so ancora cosa farò della mia vita e probabilmente non lo saprò per molto tempo.
abbandono i miei sorrisi a malinconie nascoste, nascono velocemente battiti di ciglia che segnano un costante percorso di insicurezze. sarà sempre così, nonostante le persone vicino a me, nonostante l’amore, la fiducia, i sorrisi.

sono sola.
sono straniera.
non sono pronta.

a gran voce

standard 25 agosto 2011 1 response

a gran voce un nuovo post. al più presto vorrei riuscire a raccontare in qualche parolina la bella-mini-vacanzina fatta tra Bilbao-San Sebastian-Santander, senza nemmeno il contributo della carta di credito!!!!!

a presto. a quando ho tempo. a mai, dunque.

che tristezza.

standard 20 luglio 2011 1 response

sto sempre qui a lamentarmi e parlarmi delle mie paturnie/magagne/paranoie/rotturedicazzo.
basta!
ho deciso.
ogni tanto parlerò anche delle cose belle e feliciane che mi vengono in mente!

kiss.

what is love?

standard 1 luglio 2011 Leave a response

gira e rigira, si torna sempre lì.
come delle zanzare, che di questi tempi ci danno il tormento, che ronzano intorno alla nostra testa e rendono i pensieri degli scatti killer per ucciderle.
in questi giorni mia mamma mi ha detto una cosa saggia, molto saggia.
“Crearsi le aspettative non ci permette di vivere la quotidianità”.
ci penso in continuazione a questa cosa, sto cercando di metabolizzarla.
per certi versi non ho aspettative, vivo alla giornata e respiro, cercando di cogliere le sfumature della bellezza del quotidiano.
ma le aspettative non sono quelle che ci alimentano le speranze? che ci lasciano quel sapore speziato in bocca, che creano una scia di profumo da seguire, come fossero delle bricioline per un uccellino caduto dal nido.
vivo la mia storia.
vivo la mia vita.
vivo degli sguardi che cerco di spostare sempre un pò più in là.
ricerco motivazioni e stimoli, sempre.
non ci sarà mai nessuna domanda senza risposta capace di fermare le mie voglie.

…caramelle, non ne voglio più.

standard 31 maggio 2011 1 response

niente zuccherini per addolcire il mio amaro.
non voglio consolazioni ne’ chiacchere.
io sola con la mia colpa, traccio linee di confine che mi rendono irraggiungibile.

i miei limiti diventano dei mondi imperscrutabili, il silenzio che buca le mie orecchie sveglia tutto il vicinato, le mosse strane del mio equilibrio mi scaraventano in terra. sempre sempre sempre.
perchè voglio scappare, perchè voglio andarmene, perchè devo sempre trovare un difetto.
e l’unica colpa di tutto è la mia.

un macigno che mi schiaccia in mezzo al cuore,
un’onda che mi trasporta e non mi lascia il tempo di ragionare, di razionalizzare, di rendere un pensiero tangibile per essere osservato, analizzato e riposto in un frammento di vita capace di assorbirlo.
ma dove sto andando, dove?
che senso ha tutto questo?
amare amare amare.
perchè significa tutto questo dolore? perchè significa accettare compromessi di cui non voglio nemmeno sentir parlare?
mi sento ridicola e impotente, mi sento al buio, che sbatto da una parete ad un’altra di un corridoio accogliente e luminoso, non so vedere, non oso vedere.

indubbiamente. indubbiamente devo farmi curare.

in salita

standard 20 maggio 2011 2 responses

cerco una strada corretta per dire le parole corrette, uso un metro, uso pochi centimetri per rimanere stabile, senza fare orli troppo lunghi.
maniche, pantaloni, girovita.
è sempre questioni di giuste misure.
quello che io riesco a dare, a fare, a osservare, a prendere, senza disturbare nessuno.
ma la soggettività delle cose, la sensibilità degli altri, non assomiglia quasi mai alla tua.

ora faccio fatica.
tanta fatica.
dopo averne fatta altra, in passato.
sono pronta, per tutto questo?